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Le origini del parquet

Curiosità sul parquet

I pavimenti in legno fanno della collezione di Italflooring.
Il parquet è una parola che ha cambiato notevolmente il suo significato nel corso del tempo.

In origine era il diminutivo del termine francese parc, ossia parco, ma poi divenne il luogo in cui venivano ospitati convegni e incontri. Dato che il pavimento della sala era di legno, la parola finì per indicare un rivestimento in legno.

Anche se il vocabolo parquet è stato adottato nell’arredamento solo a partire dal Seicento-Settecento.
Il pavimento in legno è stato uno dei primi adottati nelle abitazioni.
Successivo a quello in terra battuta, fu usato molto prima di quelli in marmo e pietra. Già nel 3000 avanti Cristo gli Egizi ricoprivano il pavimento con tavolati per proteggersi dagli insetti.
Tuttavia il naturale deterioramento del materiale non ha consentito che rimanessero resti delle antiche applicazioni.

La prima testimonianza risale al X secolo avanti Cristo, nelle descrizioni dell’Antico Testamento del regno di re Salomone; inoltre è attestato che nell’antica Roma furono adottati pavimenti in legno a spina di pesce. Alla fine del Medioevo, invece, in Scandinavia e in Inghilterra si iniziò a realizzare decorazioni e schemi geometrici accostando essenze colori differenti.

L’abitudine si estese nella Francia del nord nel XII e XIII secolo, prevedendo l’accostamento di rovere e ulivo. Sempre in Francia, nel XIV secolo, nelle case si diffusero i pavimenti di legno a doppio strato.
Il primo pavimento in legno storicamente accertato fu realizzato nel 1534 alla corte di Francesco I dall’architetto Jules Menard.

Man mano che questa cultura si diffuse in tutto il resto dell’Europa nei palazzi nobiliari e nei castelli.
Le essenze più diffuse furono il faggio, il noce e il ciliegio, decorati in modo differente, adottando ad esempio il disegno Versaille o Chantilly.

Dal Seicento il parquet divenne il classico pavimento per le abitazioni di lusso.
Lo si ritrova nel Palazzo Madama di Torino, nel Castello di Versailles e nella palazzina di Caccia di Stupinigi.
Le essenze più usate erano il rovere, il ciliegio, il castagno, il noce, l’acero e il faggio. In Italia, il parquet divenne una pavimentazione diffusa nell’Ottocento soprattutto al nord.

Durante l’epoca fascista, con l’uso di italianizzare le parole straniere, il parquet fu tradotto in tassellato. Ma si ritornò al nome classico dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale.